abstract Spadolini

“Il docente di musica nella scuola dell’autonomia, tra norme, teorie e nuove prassi educative”

Il lavoro di molti anni di ricerca educativa e le pratiche didattiche di quasi trent’anni dall’inserimento dell’educazione al suono e alla musica nei programmi del 1985 nella scuola primaria, passando per le nuove indicazioni nazionali del 2007, hanno solo in parte contribuito ad un allargamento di mentalità culturale, all’elevamento di interventi didattici di  qualità nelle scuole. La  formazione nell’esperienza pratica e nella sua speculazione teorica intorno alle tematiche della  creatività nell’ arte, mette in luce il ruolo fondante della musica  nell’ education del nostro paese.   La necessità dei docenti, oggi, è quella di motivare, dare senso, coinvolgere, stimolare la curiosità  diretta e l’esperienza, di fornire strumenti per la conoscenza, il  sapere, ma anche di contribuire alla partecipazione umana, emotiva,  alla unione fra corpo  e mente.

Il docente di musica è chiamato  a favorire le  condizioni perché i ragazzi possano “ creare”.  Si delinea una nuova figura di docente flessibile, creativo, fortemente impegnato nella ricerca educativa  e nella propria formazione personale, un docente attento ai rapporti con il Territorio e con tutte le Agenzie formative, interessato  all’identificazione di strategie didattiche di apprendimento informale da esportare nei sistemi di apprendimento formale.  I recenti interventi normativi che riguardano la formazione musicale necessitano quindi di una ampia riflessione sul significato della figura del docente di musica nella scuola autonoma e verticale.  Si presenteranno brevemente i lavori del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica presso il MIUR e attraverso  l’analisi del D.M. n. 8 del 31 gennaio 2011, si parlerà delle opportunità  organizzative in esso contenute e di un modello educativo- formativo di docente più attento e preparato  nella nuova società della conoscenza.